Elena e l’Italia che verrà

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Che verrà. Che vorrei. Questione di vocali. E di tempo. Non so quanto. Ho la sensazione, però, che l’idea di vedere in maglia azzurra Elena Pietrini,  schiacciatrice livornese classe 2000, quest’anno in forza al Club Italia, piaccia a molti tifosi e addetti ai lavori.

Un maestro del giornalismo italiano, un certo Lorenzo che di cognome fa Dallari, uno che non ha bisogno di presentazioni (tantomeno le mie😉) un paio di giorni fa ha scritto sul suo profilo social: “segnatevi questo nome: Elena Pietrini… ne sentirete parlare presto e bene”.
Irriverente ed ironico gli ho risposto che Elena Pietrini l’ho scoperta io. Deliri di un povero tifoso!
Fuor di battuta, non so chi abbia scoperto, cresciuto e plasmato sportivamente Elena Pietrini. Sono certo però che il merito della bellezza,  della forza e delle virtù di questa ragazzina toscana lo si debba in gran parte a Laura e ad Alberto, i suoi genitori, e ai loro insegnamenti.

La potenza della sciacciatrice livornese é, e questo lo ripeto davvero da molti mesi, non solo nelle braccia ma soprattutto nella testa. In quella sua straordinaria umiltà, in quella sua splendida timidizza che la fa arrossire ad ogni meritato complimento, in quella sua sana incapacità di stare a proprio agio sotto i riflettori.
Elena Pietrini non é una prima donna ma una donna che arriva spesso prima. Una ragazza che gioca una splendida pallavolo mix di potenza, precisione, intelligenza. E lo fa con infinita semplicità, divertendosi. Un’ atleta che vince premi, tanti, prestigiosi e non perde mai la voglia di migliorarsi.

Ho troppo rispetto dei ruoli e stima in Davide Mazzanti, uomo e CT, per aggiungere altro.
Se e quando il mister riterrà opportuno  far indossare a Pietrini la maglia della Nazionale Maggiore, credo che molti tifosi applaudiranno la scelta. Fra di loro ci sarò sicuramente anch’ io.
E non vogliatemene, se per nascondere la commozione dietro ad un sorriso, dirò ancora: “Pietrini l’ho scoperta io”.

(Foto Michele Poggi)


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