La medaglia di Davide

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A prescindere da come sia finita oggi. A prescindere da come finirà domani.
Questo Mondiale non ha ancora designato un vincitore ma ha già disegnato un vincente. E i suoi tratti sono nitidi e netti, senza se, senza ma: Davide Mazzanti.

Davide Mazzanti é il condottiero che ha accettato la sfida di “rifondare”, di ripartire con una nuova generazione di atlete;  che si é messo alla guida di una compagine la cui età media é inferiore ai 24 anni, che ha creduto incondizionatamente nel suo gruppo, nelle sue ragazze.
Davide Mazzanti é l’allenatore che ha avuto il coraggio di affidare, fra mille critiche, la fascia di capitano ad una ragazzetta di 23 anni; che ha convocato 12 esordienti  su 14 ad un Mondiale, che ha schierato il sestetto più giovane,  che ha fatto esordire titolare  la prima nata nel 2000 (una certa Pietrini di cui sentiremo a lungo parlare).

Davide Mazzanti é soprattutto un uomo che ha  compreso più di altri il segreto, l’essenza dello sport;  un uomo che ha preteso dalle proprie atlete ciò che solo i grandissimi allenatori sanno e possono chiedere: divertirsi.

Ecco, credo che la medaglia che domani un’intera Nazione avrà l’onore di indossare, sia in gran parte merito suo, del suo aver compreso ed insegnato che, nella pallavolo come nella vita, vince chi sa sorridere e  metterci cuore.
Credo che la medaglia che da domani un’intera Nazione potrà portare nel cuore, sia stata forgiata e plasmata da quella sua frase: “ho chiesto alle ragazze di divertirsi”.

Grazie Davide,  con affetto e stima.


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