Siamo davvero cosi “poveri”?

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Presidente Fabris,

            Le scrivo da semplice tifoso che da anni, oltre diciotto, ha fatto del volley la propria passione e buona parte della propria vita privata.

Come sa, questa mattina, quello che viene considerato per storia, tradizione e cultura, il principale quotidiano sportivo nazionale, dedicava parte della prima pagina al nostro sport.
Ci sarebbe da gioire dato che, negli ultimi anni, le volte che il volley ha conquistato le prime pagine di un quotidiano si contano sulle dita di due mani. E invece no.
No perché la prima pagina non era dedicata, ad esempio, all’assegnazione della Supercoppa italiana decisa, dopo una bella gara, ieri sera. Non era dedicata nemmeno al premio per il pubblico che ha dimostrato, nella passata stagione, maggior fair play (premio assegnato ai tifosi dell’Imoco Conegliano, ndr) o a quello di miglior allenatore dell’anno 2017-18 consegnato ad un giovane promettente uomo di sport (Daniele Santarelli, ndr)

No,  a finire in prima pagina non é stato un gesto sportivo ma uno intimo, privato, più idoneo ad essere narrato da un mensile di gossip che da un quotidiano di sport.
Non entro nel merito delle scelte editoriali però una domanda mi frulla nella mente e nel cuore: siamo davvero così “poveri” di argomenti, storie, protagonisti e azioni sportive degne di nota che per far parlare di volley dobbiamo affidarci al bacio fra due atlete? Sono fermamente convinto di no. Con il cuore, sempre!


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