Andrea, volto da western e cuore nel volley

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Cappello da cow boy abbassato sulla fronte, mezzo sigaro fumante a creare una misteriosa cortina di fumo attorno al viso.
Sguardo da duro, non lo conoscessi scriverei cattivo, espressione da burbero.
Se Sergio Leone l’avesse incontrato, gli avrebbe affidato, senza dubbio, un ruolo in uno dei suoi capolavori western.

Per buona sorte, almeno del nostro sport, la strada di Andrea di Bergamo, ha incrociato quella di altri “registi”, fra cui la famiglia Foppapedretti, che intuendone doti e virtù, gli hanno offerto il ruolo di attore protagonista del volley italiano.
E lui, Andrea, da oltre 27 anni é diventato una delle intramontabili icone della pallavolo tricolore.

Andrea di Bergamo, all’anagrafe Andrea Veneziani, responsabile relazioni esterne e team manager del volley Bergamo dal 1993, di film capolavoro nel volley ne ha vissuti, da protagonista, davvero tanti; vincendo, per restare in metafora, molti “Oscar” in Italia, in Europa.
Andrea, ha  visto molte protagoniste del nostro volley esordire, crescere e conquistare la scena. Di tutte conserva aneddoti e provini.

Il mancato attore western (chissà se Veneziani ci ha mai pensato) é diventato con umiltà e bravura, uno fra i miglior aiuti regista del volley italiano, artefice di indimenticabili capolavori.
Dietro a quell’espressione da “burbero cowboy” si cela uno dei piu sanguigni, competenti, leali e gentili manager della pallavolo italiana.
Ed io che ho l’onore di conoscerlo vi dico che, il volley tricolore senza Andrea Veneziani sarebbe stato come il cinema western senza Clint Eastwood.

Foto: Ivano Spada

#conilcuoresempre


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