Il privilegio di aver perso insieme.

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C’è un momento, dopo l’ultimo pallone, in cui tutto si ferma. Le urla euforiche degli altri diventano un rumore lontano e restiamo solo noi, con quel vuoto nello stomaco, con quella delusione nel cuore, con quel sogno infranto, che solo chi ama e vive questo sport potrà capire.

𝑪𝒂𝒓𝒐 𝑫𝒂𝒏𝒊𝒆𝒍𝒆, spesso ci dimentichiamo che dietro al “𝗖𝗼𝗮𝗰𝗵 𝗱𝗲𝗶 𝗿𝗲𝗰𝗼𝗿𝗱” c’è un ragazzo che ha investito i suoi giorni e le sue notti in un progetto, in un’idea, in una famiglia chiamata Imoco.
E l’ha fatto sempre con un perfezionismo inimitabile alcuni dicono “maniacale”,  con una dedizione incondizionata e con un’umiltà straordinaria.
Emozionante.

E l’emozione non sta nel vincere sempre, ma nel riconoscersi nei valori di chi, anche nella sconfitta, non cerca alibi e analizza con oggettività.
Sta nel sapere che, nonostante il risultato, la strada che abbiamo fatto insieme ha un significato che nessun tabellone potrà mai scalfire.
I trofei si contano, certo ed é bello farlo, ma i legami si sentono, si vivono.
E quello che hai costruito a Conegliano è qualcosa di straordinario, che va ben oltre a vittorie e record: un senso di appartenenza che mi rende orgoglioso di essere qui ancora, anche oggi.
L’ orgoglio di chi, anche nella sconfitta, sa di appartenere ad una storia vera, unica, irripetibile.
E allora ecco che diventa un privilegio anche il saper perdere insieme.

Ripartiamo da qui. Come sempre.
Con il cuore.

A Daniele Santarelli
Con affetto e stima


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