Autografi e selfie di fine partita: l’importanza essenziale del tempo extra

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La pallavolo femminile, anche quella ad altissimo livello, possiede una magia tanto rara quanto preziosa: l’accessibilità. Un concetto che si traduce nella possibilità concreta, per i tifosi, di incontrare, abbracciare e “respirare” le proprie beniamine, i propri idoli.

Le campionesse che un attimo prima volavano a tre metri d’altezza per schiacciare un pallone decisivo, pochi minuti dopo sono lì, a portata di sguardo. Separate dai propri fan solo da una transenna e, talvolta, da un pizzico di timidezza.

Chiedere un autografo sulla sciarpa, sulla maglietta o persino sul biglietto della partita non è un semplice capriccio da collezionisti. È il modo più puro per dire: “Grazie, oggi mi hai fatto emozionare”. È un contatto umano, sincero, che azzera ogni distanza.

Un rito che si rinnova, stagione dopo stagione

Per chi ama profondamente la pallavolo, collezionare lo stesso autografo per l’ennesima volta o scattare la stessa identica foto anno dopo anno non è una ripetizione. È il rinnovo di una promessa di fedeltà alla squadra e alla giocatrice. Ogni stagione è diversa, e ogni sorriso ha una sfumatura nuova.

Per chi si sta innamorando di questo sport, invece, quel contatto è una freccia scoccata dall’emozione, che arriva dritta al cuore.

Vedere una campionessa che si ferma, sorride stanca ma sincera, e firma l’ennesima cartolina, è la dimostrazione lampante che il volley è uno sport con l’anima.

Non solo. L’incontro diventa indelebile.

I trofei si impolverano nelle bacheche delle società e i tabellini delle partite, col tempo, vengono dimenticati. Ma l’emozione di quel minuto speso insieme resta impressa per sempre.

Quel selfie salvato come sfondo dello smartphone o del PC ricorda ai tifosi che “c’erano”, che si sono emozionati e che si sono sentiti vivi. Ricorda ai ragazzini di ogni età la gioia immensa di aver incontrato il proprio idolo.

Vale  assolutamente la pena continuare a mettersi in coda, continuare a chiedere “Un’ultima foto, per favore!” anche se ne abbiamo già moltissime nei nostri album.

Perché finché a bordo campo ci sarà un tifoso con un pennarello  o uno smartphone in mano e una giocatrice disposta a sorridere oltre la transenna, la passione per la pallavolo non si spegnerà mai.

foto: Marco Piccardi, Volley Foto


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