Bergamo c’è.

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C’è un filo rossoblù che non si è mai spezzato, capace di sfidare le insidie del tempo, di resistere ai cambiamenti spesso inevitabili quanto repentini.

Per chi ama e respira la pallavolo da decenni, dire che Bergamo c’è non è semplicemente dare una notizia: è avvertire un brivido lungo la schiena, è ritrovare un pezzo di cuore esattamente dove doveva stare.

Guardare oggi il Volley Bergamo significa compiere un viaggio profondo nell’anima di questo sport. Il pensiero vola inevitabilmente agli anni d’oro, alle notti magiche in cui Bergamo dominava in Italia e dettava legge in Europa sotto lo storico marchio Foppapedretti. Ma la vera grandezza di una storia non si misura solo dai vessilli che si conquistano, da quante coppe alzi al cielo quando tutto è perfetto; si misura da ciò che capita quando arriva la tempesta e tutto sembra destinato a soccombere.

Il merito più grande va a quelle figure, vere proprie icone straordinarie di questa piazza, che non hanno mai abbandonato la nave anche quando il mare sembrava portarla alle deriva. Quando l’orizzonte è cambiato e l’obiettivo non era più la gloria europea, ma la strenua e sanguigna lotta per la salvezza.

Un nome su tutti, senza fare torti a nessuno: Andrea Veneziani.

La gente della Bergamo del volley non ha mai ammainato la bandiera. Con un senso d’appartenenza raro e viscerale, ha scelto di soffrire, combattere e custodire quel patrimonio di passione, garantendo un futuro a una fede che altrimenti rischiava di perdersi.

E poi ci sono loro, i custodi eterni di questa storia: la Nobiltà Rossoblù. Mai nome fu più azzeccato per una tifoseria che fa dell’amore incondizionato il proprio stendardo. Un pubblico nobile non per censo, ma per la grandezza d’animo con cui ha gremito gli spalti sia nelle serate di Champions League sia nelle battaglie fino all’ultimo pallone per restare in Serie A. I loro cori non hanno mai perso d’intensità, i loro striscioni non hanno mai sbiadito i colori.

La loro voce è stata la colonna sonora di una fede che non é mai cambiata, cristallina, indistruttibile, ammirevole.

Bergamo è di nuovo qui, viva, fiera e pronta a far battere forte il cuore di chiunque ami questo sport. Perché la storia non si cancella e la passione, quella vera, é per sempre

La fenice rossoblù è pronta a nuove imprese, spinta dall’orgoglio di chi sa da dove viene e non ha paura di dove deve andare. Bergamo c’è, è viva, ruggisce ancora. E per chiunque ami la pallavolo, questa è una storia da vivere.


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