La mia pallavolo.
Amica, amante, amore.
Compagna di notti insonni, di serate intense.
Sorrisi, abbracci, batticuori.
Attesa, adrenalina, occhi lucidi e nostalgia.
Lacrime di gioia, di delusione. Ricordi.
Emozioni che solo una passione autentica e incondizionata ti sa far vivere.
Lezioni di vita che solo lo sport, se ti siedi fra i suoi “banchi”, può insegnarti.
Rispetto, impegno, abnegazione. Valori essenziali che il volley sa trasmettere dentro e fuori quei nove metri del tuo campo, ben oltre la rete, e che in questi quasi trent’anni mi hanno reso una persona migliore.
Quante migliaia di chilometri percorsi da quella palestra in provincia di Pavia, per inseguire quel pallone, divenuto fucina di istanti indelebili, di legami indissolubili.
Gratitudine, immensa, a tutti coloro che hanno alimentato e condiviso questa passione, rendendola molto spesso simile ad uno tsunami di emozioni tatuate sul cuore.
Un solo grande rammarico: non poter inoltrare questo messaggio a una delle protagoniste che mi ha fatto innamorare perdutamente di questo sport, Sara #Anza1, ma sono certo che da lassù lo leggerà.
